Storia dello stemma
Lo stemma rappresenta due chiavi incrociate con l’impugnatura in basso, secondo la forma della croce di S. Andrea. Spesso le due chiavi sono sormontate da una tiara. La rappresentazione forse più antica di tale stemma (privo però della tiara, sostituita dall’aquila imperiale) si trova in un affresco dell’arco trionfale della chiesa parrocchiale ed è riprodotto sulla prima pagina del volume “Fonti per la storia di un borgo del Verbano: “Ascona” di Virgilio Gilardoni. Il significato delle chiavi è chiarissimo: si tratta dell’ insegna del papato e si riferisce alla pagina del Vangelo (S. Matteo, capitolo 16, versetto 19) in cui Gesù Cristo consegna al primo papa (S. Pietro) “le chiavi del regno dei cieli”. Nella stessa chiesa parrocchiale un affresco sul fianco sud dell’altare maggiore rappresenta appunto la scena della consegna delle chiavi a S. Pietro. Evidentemente le “chiavi” sono da intendersi in senso metaforico: si tratta cioè del potere di giurisdizione spirituale che il pontefice ha sui cristiani. Ma l’iconografia ecclesiastica si impossessò rapidamente di questo oggetto così ricco di significato e di emotività e raffigurò due robuste chiavi materiali che passavano dalle mani di Cristo a quelle di S. Pietro.