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Carl Weidemeyer (1882-1976) Tra modernismo e Bauhaus

26 Febbraio - 12 Maggio 2019
Carl Weidemeyer

ll Museo Castello San Materno inaugura la sua stagione espositiva con una mostra dedicata all’artista e architetto tedesco Carl Weidemeyer,

in occasione della ricorrenza dei 100 anni del Bauhaus, fondato nel 1919 a Weimar da Walter Gropius e che ha visto Weidemeyer tra i suoi seguaci: egli ha infatti lasciato al Borgo di Ascona il Teatro San Materno, unico esempio rimasto di teatro Bauhaus in Svizzera.

Dal 2 marzo al 12 maggio p.v. viene esposta una selezione di opere pittoriche, disegni, piani architettonici e fotografie, tutta proveniente dal nutrito Fondo di opere e documenti dell’artista conservato negli archivi del Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona, con l’aggiunta di alcune pregiate opere gentilmente messe a disposizione dalla Fondazione Carl Weidemeyer di Ascona.

 

Carl Weidemeyer, nato a Brema nel 1882 e deceduto ad Ascona nel 1976, nel complesso passaggio tra Otto e Novecento, sa incarnare in modo originale lo spirito modernista e innovativo della sua epoca, in una sintesi tra naturalismo e astrazione, nel proporre una forma architettonica non totalmente razionale ma già liberata dalla sovrabbondanza decorativa tipica dell’Art Nouveau. Se, infatti, Weidemeyer in Ticino si impone tra i promotori dell'architettura razionalista – che si va diffondendo negli anni Venti e Trenta in Europa, e che tra i suoi elementi più tipici annovera la scelta del “tetto piatto” – tuttavia, a ben vedere, i suoi progetti architettonici risentono ancora e volutamente di quella linea fitomorfa e organica così tipica dell’Art Nouveau, che caratterizza anche le sue numerose costruzioni di Ascona e che armoniosamente si insinua e si integra nella natura.

Carl Weidemeyer, membro dal 1905 di quello straordinario laboratorio di tutte le arti che è stata la colonia artistica di Worpswede – con Paula Modersohn-Becker, Otto Modersohn, Heinrich Vogeler, il poeta Rainer Maria Rilke e molti altri – si è infatti formato sui principi di ritorno alla natura della Lebensreform, portati avanti dalla comunità fin dalla sua nascita nel 1889, in antitesi con quelli di progresso delle società industrializzate e alienanti. Il giovane architetto opera poi tra Brema e Willingen fino al 1927 quando si trasferisce ad Ascona, chiamato da Paul Bachrach, un importante commerciante di tessuti tedesco di origine ebraica, per fargli realizzare il Teatro San Materno, un nuovo spazio teatrale "da camera", per sua figlia, la danzatrice "sacra" in arte Charlotte Bara, allieva del celebre Alexander Sacharoff.

Ad Ascona fin dai primi anni della sua permanenza Weidemeyer realizza alcune ville, quali Casa Haas (1928), Casa Fontanelle (1928), Casa Fritsch/Tutsch (1928), Casa Rocca Vispa (1930), Casa Andrea Cristoforo (1931) e la preziosa Villa Chiara (1935) per la famiglia Oppenheimer, tuttora conservata integralmente. Proprio quest'ultima dimora consente di cogliere l'eleganza formale che caratterizza questi fabbricati e l'attenzione unica che è riservata all'ambiente naturale in cui vengono edificati.

Weidemeyer ad Ascona non si limita all'architettura, ma si dedica con impegno anche alla pittura, innovando la sua tecnica verso un sintetismo mai totalmente astratto, come si evince dai molteplici suoi ritratti, paesaggi e nature morte. Tra le varie occupazioni artistiche si è poi pure esibito come mimo e teatrante, ma già al tempo di Worpswede, Brema e Willingen, egli aveva dato prova della sua versatilità realizzando magnifici giocattoli in legno e altre esperienze interdisciplinari, che vengono riprese ad Ascona quando collabora con Charlotte Bara e l’artista svizzero, pittore, scrittore e marionettista Jakob Flach.

Carl Weidemeyer ha così contribuito ad arricchire la storia della comunità di artisti di Ascona, accrescendone in modo sostanziale la cultura e il patrimonio architettonico, nonché la salvaguardia di quello naturale, confermando la vocazione internazionale di questo magico angolo del Lago Maggiore, dove l’architetto e artista decide di rimanere per il resto della sua vita.

 

 

Mostra permanente della collezione d’arte della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten

Parallelamente, al secondo piano del museo, continua la mostra permanente dedicata alla collezione d’arte della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, che in modo significativo annovera opere degli artisti di Worpswede con i quali Carl Weidemeyer ha stretto relazioni. In particolare si possono apprezzare le opere di Paula Modersohn-Becker, di suo marito Otto Modersohn, di Hans am Ende e Fritz Overbeck. Sono inoltre esposte opere degli impressionisti tedeschi Lovis Corinth e Max Liebermann, così come degli espressionisti della Brücke (Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Hermann Max Pechstein, Emil Nolde, Christian Rohlfs) e del Blaue Reiter (Alexej Jawlensky, August Macke).

 

 

Museo Castello San Materno

Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten

Via Losone 10

6612 Ascona

Tel. +41(0)91 759 81 60/40

museosanmaterno@ascona.ch

www.museoascona.ch

 

 

Date mostra: 2 marzo – 12 maggio 2019

 

 

Orari

Giovedì – sabato

10.00 - 12.00

14.00 - 17.00

Domenica e festivi

14.00 - 16.00

Lunedì – mercoledì

chiuso
Chiuso per la Festa dei lavoratori (01.05)

 

 

Eventi

13 marzo - Teatro San Materno, ore 18.30

Inaugurazione ufficiale della mostra in occasione della presentazione del libro Carl Weidemeyer 1882-1976 della Dr.ssa Veronica Provenzale, ultima uscita della Collana «Artisti del Museo». Possibilità di visitare la mostra a partire dalle ore 17.30.

 

25 aprile - Teatro San Materno, ore 18.30

Conferenza dello storico dell’arte Uwe Ramlow sul tema «100 anni di Bauhaus e Carl Weidemeyer. Un architetto tra modernità, Lebensreform e la visione dell’“uomo nuovo”».


 

Comunicato stampa e immagini: http://museoascona.ch/it/mcsm/press-area

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